• Societas Italica Rosae+Crucis

Iniziazione e Divina Commedia



Dante Alighieri in quanto Adepto nell'Ordine dei Fedeli d'Amore ha voluto lasciarci una traccia della sua esperienza molte testimonianze d'unione e d'Amore Fraterno. Come ben sappiamo unione di linguaggio informa evidente espressa nell'opera “De Vulgari Eloquentia”. Da notarsi che è stato il traduttore del “De Roman de la Rose” di Guillaume de Lorris, completato da Jean de Meung. Nonostante la sua travagliata vita nel mondo profano ha conservato una serenità tale da essere in grado non solo di superare svariate e dolorose prove, ma di diffondere e dare inizio all' uso della lingua volgare illustre nelle opere letterarie contribuendo alla comprensione da parte di un più vasto pubblico della cultura letteraria. Il frutto del suo lavoro iniziatico vive anche in questo stesso momento nel quale scrivo, in quanto la sua Divina Commedia e un viaggio a Firenze recentemente compiuto sono stati per me motivo di riflessione. Quest'opera è stata concepita tra il 1304 e il 1321 e scaturisce come risposta ad un'altro libro: “il Libro del Chiodo” era il registro nero della politica fiorentina, con chiodi in ferro infissi sulla copertina, dove viene scritto il nome di Dante nel 1302 condannandolo al rogo. Dal 1302 inizia il suo esilio portando in lui un desiderio di mettere ordine e chiarezza che viene espresso nella struttura dell'opera divisa in tre parti Inferno, Purgatorio, Paradiso a sua volta ogni parte composta di 33 canti. Questo tipo di struttura ci può portare ad un'interpretazione del nostro altare Rosa+Croce con i suoi tre gradini e le 33 candele.

L'Inferno lo considero come l'effetto fuorviante che la caduta di Adamo ha prodotto sull'uomo, l'inversione dell'ordine originario, il passaggio dall'unità interiore al mondo esteriore degli opposti, infatti a Dante viene concessa una guida, il Poeta Virgilio che lo conforta alle porte degl'Inferi : “E poi che la sua mano a la mia puose con lieto volto, ond'io mi confortai, mi mise dentro a le segrete cose.” In questo luogo dove tutto è capovolto, i gironi si restringono come un cono conficcato nel terreno fino al corpo di Satana, che verrà usato come una scala per uscirne. Lo scopo della discesa di Dante all'interno della Terra guidato da Virgilio (la Ragione, l'Intelligenza, Binà) e seguendo il richiamo della sua Beatrice (la Sapienza, Chokmà) alla quale aspira ricongiungersi, sappiamo essere la ricerca, attraverso la discesa nella nostra interiorità, della conoscenza dell'uomo. Possiamo facilmente comprendere come solo conoscendo a fondo i nostri pensieri, le nostre parole e i nostri atti sia possibile purificarli e dominarli pervenendo ad un equilibrio che renda possibile la successiva fase dell'albedo. Il fuoco della volontà è veramente il centro col quale identificarsi altrimenti anche solo l'organizzazione che diamo alle nostre giornate diviene preda del caos, tendendo a non lasciare il necessario spazio alla ricerca iniziatica. Gli ambienti tra i quali Dante e noi tutti passiamo altro non sono se non cambiamenti di stati di coscienza, infatti dei dannati dell'Inferno possiamo dire che sono incoscienti, uomo illico nel quale prevale la soddisfazione d'istinti animali “Tutto che questa gente maladetta invera perfezion già mai non vada, di là più che di qua essere aspetta” (“Benchè questi dannati non possano tendere all'umana perfezione, preferirebbero trovarsi già dopo il Giudizio Universale”).


Trovarsi poi di fronte al Diavolo stesso ha per me il significato di trovarsi di fronte a un doppio, infatti questa proiezione di tutto ciò di noi stessi che vogliamo superare e che la luce non viene accolta (da notare che il Diavolo di Dante è congelato) va separato e purificato, capovolto. L'Occidente al contrario, è il luogo della Tenebra, dove la Luce viene dispersa nel reame del numero, peso e misura, il mondo materiale. Qui il Sole entra nel regno delle ombre dell'Oltretomba oltre le due Colonne del Tempio Mistico, dove tutto ciò che qui è in un modo, là fuori si presenta nel suo opposto. In quanto iniziati non dobbiamo mai scordare che il nostro progresso avviene sui tre piani: spirituale, intellettuale e fisico, equilibrio degli Elementi genera una nuova vita solo se siamo in grado di avanzare in modo completo.


Una Soror della SIR+C

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